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CONTRACCEZZIONE A REGIME ESTESO

La contraccezione a regime esteso, sempre più incontro alle esigenze delle donne attive

La contraccezione a regime esteso si basa sul concetto di assunzione continuativa e flessibile, la durata della quale può dipendere dalla formulazione stessa del contraccettivo.

La contraccezione a regime esteso era in realtà già possibile, in particolari circostanze e su consiglio medico, con le normali pillole monofasiche (a schema terapeutico classico, caratterizzato da 21 giorni di assunzione e 7 di pausa), semplicemente non rispettando la settimana di sospensione, ma assumendo continuativamente due o tre blister. Anche con le nuove pillole a basso dosaggio di ultima generazione, che prevedono uno schema terapeutico 24/4 (24 pillole attive e 4 pillole di placebo), è possibile, ove il medico le ritenga necessario, raggiungere lo stesso obiettivo eliminando le quattro pillole placebo e proseguendo con l’assunzione del blister successivo.
In questi anni abbiamo assistito ad una evoluzione della contraccezione, inizialmente concepita sostanzialmente per la pianificazione familiare ed in seguito apprezzata anche per i benefici extra-contraccettivi.

I vantaggi del “regime esteso”, di seguito elencati, rappresentano i desiderata di molte donne, anche di quelle che non necessitano, per motivi diversi, la prevenzione della gravidanza.

Riduzione dei sintomi premestruali (nervosismo, irritabilità, turgore mammario, crampi addominali).
Aumento dell’efficacia contraccettiva soprattutto in caso di dimenticanze
Minore probabilità di andare incontro ad un’anemia sideropenica nelle donne con flussi abbondanti.
Marcata riduzione della dismenorrea nelle donne affette da endometriosi.
Riduzione della frequenza degli attacchi di cefalea catameniale.
Riduzione della frequenza delle crisi di epilessia, quando le crisi siano scatenate dalla sospensione della pillola o dall’arrivo delle mestruazioni.

Accettabilità e Compliance
L’accettabilità di un regime contraccettivo è essenziale per l’aderenza e la persistenza d’uso, ed entrambe sono un presupposto fondamentale di efficacia contraccettiva. Poche donne hanno fino ad ora utilizzato la strategia di assunzione continuativa, per diversi motivi. Ad esempio, è convinzione comune che, la mestruazione rappresenti la “prova” dell’efficacia contraccettiva, cioè del fatto che non si è incinta.

La ciclicità e la regolarità dei flussi mestruali è percepita inoltre come segno di benessere generale e del proprio apparato riproduttivo. Infine, non sospendere la pillola genera in molte donne l’ansia di effetti indesiderati, di rischi correlati all’assunzione di ormoni sessuali (sostanzialmente i tumori), di possibili turbe sulla futura fertilità. Nei primi anni di utilizzo dei contraccettivi orali, era diffusa la convinzione che sospendere la pillola per alcuni mesi, poteva essere utile a controllare che la fertilità non avesse subito danni.

Questo atteggiamento si è rivelato in seguito una precauzione priva di fondamento, in quanto le evidenze scientifiche hanno dimostrato negli anni che la pillola contraccettiva può essere assunta continuativamente, senza mettere a rischio e la fertilità della donna. Il regime esteso, e la relativa diminuzione della frequenza dei cicli, è una risposta al desiderio di molte donne. Uno studio condotto nel 2006 su un campione di 270 donne in età riproduttiva (Ferrero et al, 2006), in diverse fasce di età, ha evidenziato che nel 75,6% delle donne, i cicli interferivano con la serenità della vita sessuale, nel 28,4% interferivano con il rendimento lavorativo e quasi nel 50% interferivano con l’attività sportiva.

Il desiderio di diminuire la frequenza dei cicli mestruali aumentava con l’età e con la parità. Le donne in età fertile avanzata, che avevano già soddisfatto il loro desiderio di maternità, preferivano addirittura l’amenorrea, mentre le donne più giovani ritenevano che un sanguinamento ogni 3 mesi fosse ideale.

Conclusioni
La Contraccezione a Regime Esteso rappresenta un ampliamento della scelta contraccettiva a disposizione del ginecologo.Questa modalità contraccettiva facilita la compliance, consente di ridurre molti disturbi legati al ciclo e di programmare in assoluta libertà tutte le attività che in qualche modo erano “condizionate” dai cicli, come viaggi, sport, lavoro, attività sessuale.

Come cambia il councelling contraccettivo avendo a disposizione questa nuova opzione a regime esteso?
La contraccezione a regime esteso apre certamente uno scenario nuovo e ricco di aspettative. Questo significa che al ginecologo, di fronte ad un ventaglio di opzioni ancora più ricco e complesso, viene richiesto un maggiore impegno nel councelling contraccettivo. Il Councelling in ginecologia deve essere il più possibile personalizzato, tenendo conto dell’età e dello stile di vita della donna che si rivolge a noi con una richiesta di contraccezione.

Questo approccio è sempre valido, anzi lo è maggiormente con l’introduzione di nuove opzioni. Per fare un buon Councelling, il ginecologo dovrebbe cercare di anticipare alcune spiegazioni prima che la paziente stessa ponga la domanda. In questo modo si dimostra non solo preparazione, ma anche la capacità di comprendere i timori delle donne e di stabilire una relazione terapeutica basata sull’empatica. Nello specifico, per quanto riguarda i regimi estesi, le preoccupazioni principali riguardano:

La “prova” che il concepimento non è avvenuto.
Potremmo quindi rivolgerci alla donna come segue: “Posso immaginare il suo timore nel non vedere la mestruazioni tutti mesi, tuttavia non deve preoccuparsi per questo; in quanto la probabilità di avere una gravidanza indesiderata è assolutamente paragonabile a quella del regime classico con la pausa.

Questa modalità di assunzione è contro la naturale ciclicità e potrebbe essere dannosa.
La preoccupazione relativa al fatto di fare qualcosa “contro natura” per il proprio “comodo” è un timore di molte donne, ad esempio, anche quando iniziano ad avvicinarsi alla menopausa.

Anche in questo caso la nostra rassicurazione è fondamentale, per esempio possiamo dire che “sono stati condotti diversi studi su un numero elevato di donne, anche per periodi prolungati, e non sono emerse differenze rispetto alla classica pillola con la pausa per quanto riguarda la sicurezza e il ripristino della fertilità alla sospensione”.

Fonti

Ferrero S, et al. What is the desired menstrual frequency of women without menstruation-related symptoms? Contraception 2006, 73: 537:541 Fruzzetti F, et al. Attitudes of italian women concerning suppression of menstruation with oral contracepives. The European J of Contraception and Reproductive Health Care 2008;13(2):153-157 Davis MG, et al. A look at the long-term safety of an extended-regimen OC. The J of family practice 2010, 59 (5): E9-E13