PARTOANALGESIA IN ITALIA

Parto-analgesia: in Italia non è ancora per tutti
Durante l’11° Congresso nazionale della Società Italiana di Anestesia Rianimazione Emergenza e Dolore (SIARED), tenutosi a Riva del Garda dall’11 al 13 maggio 2015, è stato rilevato come la diffusione della parto-analgesia, ossia la tecnica che allevia il dolore del parto, sia limitata in Italia.
Attualmente solo alcune Regioni hanno disposto finanziamenti specifici e la percentuale nazionale dei parti in analgesia è di circa il 10%. Senza una riorganizzazione dei punti nascita, con l’attuale carenza di anestesisti, il parto indolore non può entrare nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).
È stato inoltre posto in evidenza il problema del cosiddetto ‘consenso informato’, attraverso il quale vengono spiegati i rischi e i benefici per condividere assieme, medico anestesista e partoriente, cosa fare. Questo passaggio è fondamentale perché consente l’autodeterminazione, ossia è la donna a decidere se accedere o meno al parto indolore firmando un consenso informato. Tuttavia, questo compito, che comprende la spiegazione alla paziente dei rischi e benefici della procedura, può essere per il medico particolarmente impegnativo, soprattutto nella fase di descrizione delle possibili complicanze, anche quelle più rare. A tale riguardo, una collaborazione tra anestesisti, direzione medica e statistici e medici legali, ha cercato di elaborare un documento ad hoc, tale da rendere le informazioni più complete possibile, con termini ben comprensibili da parte delle pazienti.
Qual è l’attuale tecnica del parto indolore?
Attualmente si preferisce somministrare l’analgesia durante il travaglio del parto, e il momento più opportuno per somministrare l’anestesia epidurale è quando la neomamma la chiede espressamente, almeno secondo quanto conclude uno studio pubblicato sulla Cochrane Library (Cochrane Database Syst Rev. 2014 Oct 9;10:CD007238). I ricercatori hanno esaminato i risultati di nove studi svolti su 15.752 primipare assegnate in modo casuale all’epidurale precoce o tardiva durante il travaglio. Nel primo gruppo e nel secondo l’anestesia è stata effettuata quando la gestante aveva una dilatazione rispettivamente inferiore o superiore ai quattro-cinque centimetri. Tra i due gruppi non sono emerse significative differenze in termini di frequenza di cesarei o di parto assistito con forcipe o aspirazione. L’anestesia epidurale prevede la somministrazione locale di un oppiaceo e provoca un’analgesia parziale, permettendo alla gestante di rimanere vigile in respirazione spontanea.Il farmaco, che seda le terminazioni nervose del midollo spinale con effetto antalgico, viene infuso nello spazio epidurale della colonna vertebrale mediante un sondino posizionato in sede lombare.

Quali sono gli attuali problemi per un’applicazione più strutturata e regolare della parto-analgesia, sul territorio italiano?
Sappiamo che nel 45% dei casi analizzati il parto indolore non viene praticato in maniera strutturata, mentre nel 55%, sebbene la parto-analgesia venga praticata regolarmente, è sottoposta a limitazioni di orari. E questo avverrebbe, secondo l'indagine, a seguito della carenza di anestesisti: il 21,5% dei punti nascita considerati non avrebbe la guardia di anestesia e circa il 20% non ha la guardia di rianimazione.

La parto-anelgesia è oggi una tecnica sicura? Può causare un aumento dei tagli cesarei?
Nel complesso la parto-analgesia è una tecnica sicura e non causa aumento dei tagli cesarei. Questo dato è confermato dalla Cochrane Library. Il parto indolore può tuttavia causare un prolungamento del travaglio, ma non abbiamo dati precisi. Gli autori della succitata Cochrane non sono riusciti a stabilire l’influenza dell’anestesia locale sul tempo di dilatazione del canale cervicale. Per quanto riguarda i parti con ventosa si registra solo un lieve aumento, passando da 3 ogni 100 a 5 in parto-analgesia.

Fonti

Vergallo A. Partoanalgesia. Ad oggi non è nei LEA. Il Nuovo Anestesista Rianimatore, 2015;3:1-2
ANSA. Medicina: anestesisti, parto indolore non è ancora un diritto. Disponibile su: siared.aaroiemac.it
Cochrane Database Syst Rev. 2014 Oct 9;10:CD007238

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