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Mammella

Una cosa deve essere chiara:la terapia ormonale sostitutiva non provoca il tumore alla mammella. Tutte le ansie e le paure instillate dai media e da buona parte dei medici sono del tutte ingiustificate. L'eziopatogenesi del tumore al seno è multifattoriale e l'incidenza che determina la terapia ormonale sostitutiva e' inferiore a quella dovuta all'assunzione di un bicchiere di vino  o all'aumento di peso.Altro concetto chiaro deve essere che la terapia ormonale sostitutiva o TOS deve essere assolutamente personalizzata. Non esiste una TOS uguale per tutte le donne ma ogni donna ha una sua TOS che si adatta a lei come un abito si adatta al proprio corpo.

Le TOS non sono tutte uguali dal punto di vista farmacologico ed utilizzare in modo generico la parola ORMONI è inesatto e denota una scarsa familiarità con il tema della menopausa che è frutto di ricerca approfondita da più di 50 anni. La frase “non prenda ormoni, le fanno venire il cancro” è offensiva nei confronti di tutti quei colleghi che si impegnano quotidianamente nella pratica della menopausa e prescrivono le strategie terapeutiche più sicure per offrire a tutte le donne che hanno sintomi severi l’opportunità di star meglio con se stesse e nella vita sociale e relazionale. La TOS è una costellazione di farmaci che hanno caratteristiche specifiche e dunque deve essere prescritta dal medico e personalizzata per ciascuna donna sulla base del profilo personale e dello stadio della transizione menopausale (premenopausa, perimenopausa, postmenopausa). Comprende estrogeni, progestinici (per bocca, per via transdermica, per via vaginale), androgeni (per via transdermica) ed una forma speciale di TOS, il tibolone, una molecola polivalente che si comporta come estrogeno, come progestinico e anche un po’ come androgeno, a seconda del tessuto dell’organismo in cui viene metabolizzato, e che si assume per bocca. 

In tutte le donne che, invece, riportano soltanto sintomi legati all’atrofia vaginale, cioè all’involuzione dei tessuti genitali che si verifica nel giro di pochi anni dalla menopausa a causa della carenza ormonale, si può proporre una TOS estrogenica vaginale perché l’effetto è soltanto locale, senza conseguenze per gli altri organi, dal momento che la quota in circolo di ormoni assorbita dalla vagina è irrilevante. In alternativa, sostanze idratanti ed elasticizzanti possono essere d’aiuto, così come l’uso di lubrificanti vaginali. 

Integratori e fitoestrogeni possono naturalmente essere assunti e, se efficaci a migliorare sintomi lievi, possono essere proseguiti a discrezione della donna, ricordando, però, che non ci sono dati che supportino una loro utilità per la prevenzione delle patologie cardiovascolari e dell’osteoporosi e i dati di sicurezza sono generalmente ottenuti su un tempo molto breve, perchè soltanto pochi integratori sono stati adeguatamente studiati. I costi sono, poi, talvolta piuttosto elevati. 

Affrontare la menopausa con uno spirito positivo, instaurando un dialogo di prevenzione con il proprio medico, è fondamentale per superare la maggior parte dei problemi che possono presentarsi intorno ai 50 anni. Alimentazione corretta, adeguata attività fisica, “cattive abitudini” (fumo, alcool, ecc) ridotte al minimo, rappresentano il primo presidio terapeutico per tutte le donne che vogliono avere cura della loro salute. Il corretto apporto di calcio (1000-1200 mg) e vitamina D (800-1000 IU), insieme ad una dieta povera di zuccheri semplici e grassi, ma ricca di fibre e di vegetali “colorati”, e ad una passeggiata giornaliera di 30 minuti, sono di generale importanza in senso preventivo. 

Il controllo del peso può essere difficile sia a causa dell’età, sia a causa della menopausa che influenza il bilancio delle calorie e la disposizione del grasso corporeo (a “mela”), con un rapporto vita-fianchi sbilanciato in senso maschile, dunque a maggior rischio cardiovascolare e di diabete/sindrome metabolica. In un campione di circa 4000 donne in postmenopausa provenienti da numerosi Paesi del mondo più del 50% si lamenta dell’aumento del peso, soprattutto per ragioni estetiche. Purtroppo la maggior parte delle donne non sa che basta essere 10 kg in sovrappeso per raddoppiare il rischio di sviluppare un tumore al seno o all’utero oppure per amplificare i rischi di diabete, ipertensione arteriosa, ecc. Ha però, nella maggior parte dei casi, una paura ingiustificata per l’eventuale minuscolo aumento di tumore al seno associato all’uso della TOS. Il rischio di tumore al seno è alto di per sé (1 donna ogni 15 minuti in Italia si ammala di tumore al seno, circa il 10% delle donne sopra i 35 anni) e non dipende dall’uso della TOS, ma semmai dal cambiamento profondo nella vita della donna, per esempio meno figli e sempre più tardi. Il tumore alla mammella ha una storia naturale lunghissima e ci vogliono almeno 20 anni prima che la cellula tumorale iniziale dia segno di sé come nodulo diagnosticabile con la mammografia. Questo significa che la TOS al momento della menopausa può eventualmente soltanto promuovere qualcosa che è già esistente da molti anni nel corpo della donna, ma per riuscirci deve essere somministrata per almeno 5 anni. Il nuovo millennio si era aperto con la brutta notizia che la TOS fa venire il tumore al seno e non protegge 

da niente, anzi fa’ male! Ma non è così, 10 anni dopo lo sappiamo, quei risultati non devono più essere considerati “le tavole della legge”! Era, infatti, sbagliato il disegno iniziale dello studio WHI perché non era mirato davvero alle donne in menopausa recente ed aveva incluso donne di tutte le età, grasse, ipertese, diabetiche, e che avevano già preso ormoni in passato per molto tempo. In realtà, le più recenti analisi sul gruppo di donne che avevano iniziato la TOS nella cosiddetta finestra delle opportunità (entro circa 5 anni dalla menopausa) hanno addirittura dimostrato una riduzione della mortalità per eventi cardiovascolari ed altre cause, come per esempio il tumore della mammella insorto in corso di TOS. 

Il nuovo millennio si era aperto con la brutta notizia che la TOS fa venire il tumore al seno e non protegge da niente, anzi fa male! Ma non è così, 10 anni dopo lo sappiamo, quei risultati non devono più essere considerati “le tavole della legge”! Era, infatti, sbagliato il disegno iniziale dello studio WHI perché non era mirato davvero alle donne in menopausa recente ed aveva incluso donne di tutte le età, grasse, ipertese, diabetiche, e che avevano già preso ormoni in passato per molto tempo. In realtà, le più recenti analisi sul gruppo di donne che avevano iniziato la TOS nella cosiddetta finestra delle opportunità (entro circa 5 anni dalla menopausa) hanno addirittura dimostrato una riduzione della mortalità per eventi cardiovascolari ed altre cause, come per esempio il tumore della mammella insorto in corso di TOS. 

Esiste un conflitto culturale sulla salute della donna; da un lato le descriviamo sempre più onnipotenti, eternamente belle, mamme a 50 anni, professioniste di successo, single o innamorate di un compagno più giovane, dall’altro abbiamo paura di preservare la salute della donna con la TOS manipolando chimicamente la menopausa perché è un evento naturale! I conti non tornano…occorre pensare alla donna di oggi che è destinata a vivere a lungo, per più di 30 anni in postmenopausa, e può aver bisogno di un aiuto preventivo, semplice, a basso costo per guadagnare anni di salute e qualità di vita. Le donne italiane in menopausa sono più di 10 milioni – un numero che cresce di giorno in giorno – stando alle più recenti statistiche che le vedono 3° per longevità dopo Francia e Spagna, ma purtroppo 10° per lo stato di salute. 

 

E’ allora davvero tempo di dare una buona notizia a tutte le donne per aiutarle a riconsiderare la TOS come una possibile alleata della loro salute, da inserire in una strategia globale per vivere al meglio la menopausa che comprende le parole chiave alimentazione, movimento, stile di vita, prevenzione ed, eventualmente, terapie ben studiate e a basso costo come la TOS. E’, però, importante tenere a mente una serie di punti chiave che sono emersi dalla re-analisi accuratissima di tutti gli studi condotti sino ad ora sui pro e i contro della TOS che ne raccomanda l’utilizzo nelle donne sintomatiche subito all’inizio della menopausa per il tempo necessario a superare l’”età critica”, minimizzando così i possibili rischi e massimizzando i molteplici benefici.